

30 settembre 2021 ore 11.30 Liceo classico Villacidro
La riedizione di “Lavorare stanca” di Cesare Pavese, curata da Alberto Bertoni per la collana “Interno Novecento”, con nota al testo di Elena Grazioli, persegue fedelmente l’ultima volontà dell’autore, proponendo il testo così come Pavese scelse di pubblicarlo presso Einaudi, nel 1943, una volta giunta a piena maturazione una profonda modifica strutturale rispetto alla princeps, uscita per le Edizioni Solaria sette anni prima, con l’aggiunta di una trentina di liriche, il ripristino delle sei poesie censurate a suo tempo dal regime, la rimozione di alcuni altri testi e l’inserimento in appendice dei due testi di poetica, Il mestiere di poeta e A proposito di certe poesie non ancora scritte.
Come evidenzia Bertoni nella lunga e approfondita introduzione al testo: se si vuol racchiudere “Lavorare stanca” in una formula, la migliore rimane quella di sperimentalismo realistico, forgiata per le poesie-racconto che lo compongono da Edoardo Sanguineti, il quale le stimava proprio per la loro capacità di resistenza al trionfo, tutto novecentesco, della poesia come lirica.
September 30, 2021, 11:30 a.m. – Liceo Classico Villacidro
The new edition of “Lavorare stanca” by Cesare Pavese, edited by Alberto Bertoni for the series “Interno Novecento” with a textual note by Elena Grazioli, faithfully follows the author’s final wishes, presenting the text as Pavese chose to publish it with Einaudi in 1943. By that time, the work had undergone a profound structural transformation compared to the princeps edition, which appeared seven years earlier with Solaria Press. The 1943 edition included some thirty additional poems, the reinstatement of six poems previously censored by the regime, the removal of a few others, and the inclusion in an appendix of two essays on poetics: Il mestiere di poeta (The Craft of the Poet) and A proposito di certe poesie non ancora scritte (On Certain Poems Not Yet Written).
As Bertoni emphasizes in his long and detailed introduction to the text: if one wishes to capture “Lavorare stanca” in a single formula, the best remains that of realistic experimentalism, coined by Edoardo Sanguineti for the narrative-poems that compose it, which he valued precisely for their resistance to the twentieth-century triumph of poetry as pure lyric.